giovedì 1 febbraio 2018

La "Società Moderna"





La Formula 1 dice addio alle sue "ombrelline"

A partire dalla prossima stagione niente più ragazze sulla griglia di partenza tra i piloti: «Sono in contrasto con la società d’oggi, non sono rilevanti per sport e tifosi, in tutto il mondo»

http://www.repubblica.it/sport/formulauno/2018/01/31/news/la_formula_uno_dice_addio_alle_sue_ombrelline_-187722948/ 


Liberty media: ma và a cagare!

Già la Formula 1 è diventata di una tristezza indicibile, ora togliamo anche le ombrelline... ipocriti moralisti di merda!

Con molta probabilità una decisione presa per compiacere i soliti paesi arretrati dove la donna è trattata come l'ultima ruota del carro e dove già da tempo hanno eliminato pure le bottiglie di champagne dal podio, sostituita con l'acqua di mele. 

E se fosse una decisione di "marketing", come sostiene qualcuno, mi viene da pensare dove avranno studiato sti cervelloni, considerando che da sempre la gnagna fa vendere. 












Il vero spirito della F1 era questo...



 

 

sabato 30 dicembre 2017

STOPPABLE




 
Il primo che indovina cos'è vince un giro di pista con la Ferruginosa.





Poco tempo, ultimamente, poco tempo. 

Sopratutto per venire qui a scrivere il mio solito temino delle medie.

In nome della scienza farmaceutica sto per compiere un esperimento che potrebbe rivelarsi fatale: due Red Bull con l'Aspirina. 

I casi sono due: o mi passa l'influenza o mi ricoverano in ospedale con l'Angina Pectoris in corso.

Ad ogni modo, il giorno di Natale ho fatto il mio solito giretto con la Ferruginosa. 

Il pranzo col parentame come di consueto lo abbiamo fatto il 26 perchè mettere d'accordo tutti per il 25 è più difficile che andare a Capo Nord in retromarcia. 

E' così quando hai a che fare con della gente strana.

Sono andato al lago e faceva caldo, circa 11 gradi. I bar erano quasi tutti chiusi e per trovarne uno ho dovuto camminare per dei chilometri, ho girato mezza area pedonale. 

Uno pensa che non ci sia niente di strano a farsi una passeggiata per le viuzze del centro storico. 

Si, ma provate a farlo vestiti con l'abbigliamento da Tundra Artica e poi vediamo.

Quando alla fine ho trovato un bar aperto, non sapevo se ordinare un caffè o un Gatorade. Sudato come un maiale.

Ripresa la Ferruginosa, con il fumo che mi usciva dalla giacca, ho avuto la bella pensata di inerpicarmi su una stradina per salire a un Alpe di quelli che so io.

Sembrava tutto pulito dalla neve, fino in cima. Peccato che dopo aver scollinato dall'altra parte, che era tutto in ombra, sono cominciate le grane. Tratti con neve ghiacciata in curva e pendenze mica da ridere. Non stavano in piedi manco i gatti. 

Percorso alcuni chilometri a passo d'uomo per evitare di toccare il fondo stradale e morale. 

Poi ho riguadagnato stoicamente l'asfalto pulito salvando la pellaccia. 

I giretti invernali sono sempre delle piccole avventure. Non sai mai quello che ti capita.





Ragazzi, lasciate perdere le droghe. Compratevi uno scassone da 1500 euri e cominciate a girare.

E buon anno a tutti.

 

domenica 26 novembre 2017

La mia Mulholland Drive


Quando nei hai le palle piene e c'è pure una bella giornata di novembre, devi mandare a fanchiulo il mondo e tirare fuori la moto dal garage...















Tramonto finale dalla finestra di casa.
Ci voleva un trespolo o una mano più stabile della mia.


PS:  il luogo della gita.









venerdì 10 novembre 2017

Lavoretti passatempo


Vacca, l'orologio segna le 01:15 e sono ancora sveglio come a mezzogiorno.

Oggi non ho fatto praticamente nulla e ho bevuto sei - sette caffè. 

In genere cerco di non berne molti ma questi erano dei caffè che non si possono rifiutare, servono per mantenere quelle relazioni un po' paracule che nella vita fanno sempre comodo.



E così adesso ho le mani che tremano manco fossi un tarantolato e ho zero voglia di dormire.
 

Tra l'altro, stasera sono arrivato a casa con una fame assurda e mi sono cucinato una costata di manzo alta un dito, al sangue. 


Credo che la digerirò domani mattina alle undici.

Di solito quando ho fame mi adatto a mangiare qualsiasi cosa fuorchè il cinese. 

Al cinese potrei andarci solo se l'alternativa è morire o fare l'amore con Vladimir Luxuria.


Cambiamo argomento. 

Domenica scorsa, quattro giorni fa, qui ha piovuto che veniva giù acqua a secchiate.

E' stata una di quelle giornate merdose che te ne stai chiuso in casa senza sapere come passare il tempo, in preda alla depressione. 

Nel mio caso le opzioni erano due: rimanere tutto il pomeriggio con lo sguardo a fissare il vuoto o riparare il tagliacapelli di mio padre. 

Il giorno prima mi stava giusto parlando di come si stava bene nel primo dopoguerra rispetto a come siamo conciati oggi.

Di quando non c'erano in giro tutti sti tatuaggiati, coi rivetti al naso e i cani Pittibul.

Mi racconta sempre gli stessi aneddoti, lo fa solo per il gusto di farmi capire, in maniera più o meno subliminale, che a quelli della mia generazione lui ci piscia in testa a tutti.

Mi racconta di quel giorno di Natale in cui andò alla dogana dei treni a scaricare il carbone perchè tanto, senza soldi, non c'era molto da festeggiare.


O di quel periodo in cui, dopo avere lavorato dieci ore al maglio in stamperia, siccome non era poi così stanco, andava a scavare il canale per portare i tubi dell'acqua alle case in cima al paese. 

Quasi un chilometro di scavo, fatto tutto a pic e pala.

O di quando andò ad abitare nella sua prima casa, che non aveva ancora gli infissi e mia madre appena se ne accorse scoppiò a piangere.


Mi batte la stecca dicendo Ti te mai pruà la guera.

E meno male, perchè io al suo posto sarei già morto tre volte.



Poi dice che ha il tagliacapelli che non va. 

Dice che all'inizio ha cominciato a girare un po' piano, poi tanto piano e infine è morto.

Avrei potuto dirgli buttalo via che domani vado all'Uni o al Media World e te ne compro uno nuovo.

Invece il tarlo dello smonting, che ho sempre avuto sino a quando ero un putto, ha prevalso un'altra volta.

Mi piace smontare ogni cosa. Anche la moto ho il vizio di parcheggiarla smontata, mica è sempre a brandelli perchè si rompe.






Smontato l'aggeggio in tanti piccoli pezzi. 

Di solito quando smonto qualcosa faccio sempre le foto. Possono servire come riferimento per riassemblare l'arnese o capire perchè alla fine sono avanzati dei pezzi :-D




La causa del mancato funzionamento erano le batterie ricaricabili. Con il tempo si sono deteriorate e il materiale interno, che sembra vomito di alieno, è fuoriuscito finendo sulla basetta. Le ho tolte e ho pulito la scheda con il riattivante spray per i contatti elettrici.





A questo punto avevo due possibilità. Sostituire le batterie ricaricabili da 1,2Volt, che si trovano facilmente a 6/7 euro la coppia (su ebay vendono pure le casse da morto, per cui figurati..) o modificare il tutto per farlo funzionare solo con il cavo. 

Siccome mio padre dice di non averlo mai adoperato in modalità "wireless"(usandolo una volta al mese era sempre scarico..) ho preferito la seconda opzione.

Ho quindi saldato due fili per l'alimentazione elettrica direttamente al motorino e ho ponticellato le due linguette dove erano collegate le due batterie (pezzo di cavo azzurro a "U" nella foto qua sopra), diversamente non funzionava (non so che "logica" usa sto coso ma all'atto pratico ho constatato che è così).
  



Richiuso il tutto e fatto uscire il cavo dal foro dello spinotto, che ho eliminato. Purtroppo non avevo in casa la guaina termorestringente di un diametro adeguato e il pezzo in uscita l'ho avvolto nel nastro isolante, altrimenti sembrerebbe uscito già così dalla fabbrica. 

Comunque adesso il motorino gira come un aereo sulla pista di rullaggio. Taglia di tutto, anche un Bonsai.






Siccome ormai ero abbastanza lanciato e avevo ancora tempo, ne ho approfittato per montare la Pinlock sulla visiera del casco. 

In pratica trattasi di una doppia visiera che sfrutta l'effetto della camera d'aria tra le due lenti per evitare l'appannamento (come nelle finestre di casa). 

Se usate la moto anche d'inverno ve la consiglio vivamente.

Best regards






giovedì 2 novembre 2017

Iron Maiden - Wasting Love (acoustic guitar & violin) - Thomas Zwijsen & Anne Bakker





Alla fine ho pianto :D


Bravini, dai. Anche questo arrangiamento ha un suo perchè. Ma siccome per alcuni l'Acoustic Metal è una blasfemia, metto anche l'originale...





Se dovete comprare un letto non andate all'Ikea, bastano i tondini da cantiere e una saldatrice.. ;)


 

domenica 29 ottobre 2017

Non una qualunque



Ve la ricordate la Signora Stoner?
 




Ragazza di una bellezza cristallina. 
Elegante, mai oscena o scontata. 
Acqua e sapone.

Quando appariva nel "riquadrino" poteva precipitare anche un asteroide in pista che non me ne sarei accorto









La ovvia conclusione è che dietro un grande pilota c'è sempre una grande gnagna.

Inoltre penso che la vita è troppo corta per bere vino cattivo e stare con una donna che non ti piace.

Oggi ho guidato bene. Mi meriterei una Signora Stoner. 

 


 





giovedì 12 ottobre 2017

Piccolo inconveniente + la monsterina



Ieri giornata di vacanza presa per risolvere delle grane burocratiche risoltesi fortunatamente in mattinata. Così nel pomeriggio ne ho approfittato per farmi una giratina solitaria con la Ferruginosa, un rapido espatrio in Switzerland per un totale di duecento Km.

Una bella giornatina tiepida, temperatura ideale. La scelta cade su una fragrante strada tutta curve e tornanti che dal lago sale in quota verso il confine. Guido sereno, va tutto bene a parte qualche capretta che ogni tanto invade la carreggiata e bisogna dargli la precedenza. Arrivo in un punto dove non mi ero mai fermato e decido di fare una sosta per scattare foto panoramiche.





Quando torno in sella giro la chiave e non si accende nessuna luce, tutto morto. Schiaccio il bottone e non si muove nulla. Mi assale una lieve sensazione di movimento intestinale perchè i sintomi (della moto) non sono per nulla rassicuranti e rimanere a piedi in mezzo alle montagne sarebbe una bella rottura di cazzi.

Va bè, morto per morto decido di smontare un po' di cose per vedere se si capisce qualcosa. Apro la borsetta degli attrezzi e comincio a smontare sella e fianchetti e li appoggio sul prato a bordo strada. 

Passa una moto. Il tipo in sella guarda il casco e i pezzi sparsi per terra,  guarda la moto smontata, guarda me, non collega tutte le parti e prosegue sereno per la sua strada. Scompare dietro una curva lasciando in scia il rombo del suo Boxer 1200 4 valvole GS con le supercazzole e il tris di valigie.

Dopo due minuti passa un'altra moto in senso opposto. La sento arrivare un pezzo prima che appaia, si capisce che è un Ducati dallo scampanellio della campana della frizione. Quando si palesano, lui è invisibile dietro la visiera scura e lei è visibilissima col perizoma ascellare mentre tenta disperatamente di non venire disarcionata dal sellino posteriore. Neanche mi vedono, spariscono anche loro dietro alla curva.

Torno a testa bassa sul problema. Muovendo un po' di cose qua e la mi accorgo che è solo il morsetto della batteria che si è allentato, ancora un giro di vite e la perdevo. Stringo il tutto, il quadro si accende e la Ferruginosa torna a cantare. Sospiro di sollievo, passo a una leggera condizione di stipsi. 

Qualcosa mi dice che la vite allentata è un segnale divino, "l'universo ci parla" ed è meglio non sfidare la sorte. Opto quindi per il rientro, anche il sole ormai sta tramontando dietro le montagne.

Mentre torno verso casa al trotto con la mia Ferruginosa, garruli e felici, in un pezzo di rettilineo con vista panoramica vengo travolto da uno spostamento d'aria con relativo boato che mi sfreccia di fianco peggio di un missile. Sembrava un altro Ducati Monster, ma che è un raduno? Con la coda dell'occhio ho però notato qualcosa di insolito e decido di indagare lanciandomi all'inseguimento. Dopo qualche curva gli arrivo in scia e mi accorgo che il pilota è una pilota (oppure il pilotO è una pilotA? Mah..), con la treccia bionda che gli spunta dal casco e le immancabili orecchie di peluche, più altre caratteristiche di assoluto rilievo che andrò a esporre più avanti. In pratica trattavasi di Monsterina.

 Monsterine viste da dietro. Più di una da l'idea dello standard...


Diciamo che tutto sommato non era così male a guidare. Certo, dava del gran gas in rettilineo per poi piantarsi a centro curva ma complessivamente se la cavava. La differenza tra noi maschietti e alcune femminucce motorizzate è quella delicata compostezza e leggiadria nella guida, sembra quasi che trasvolino da una curva all'altra sfiorando l'asfalto. Ma più della guida mi sono goduto lo spettacolo dei pantaloni in pelle attillatissimi che le strizzavano un culetto marmoreo e il vitino da vespa fasciato in un giubbino strettissimo. 

Poi a un incrocio è calato il sipario, lei da una parte e io dall'altra. E ciao ciao Monsterina

E' durato poco ma già mi manchi, però.



venerdì 6 ottobre 2017

Il BUONO e i CATTIVI




Oggi sono passato di volata in tabaccheria e tra i giornali esposti faceva bella mostra di se (anche perchè il formato della rivista è bello grosso e lo si nota facilmente) l'ultimo numero di "Vanity Fair"...






Mercoledì scorso, "zappando" in sequenza i vari canali televisivi, ho notato che sui canali Discovery (canale Nove, Dmax, Focus e Real Time) veniva trasmessa in prima serata e a "reti unificate" la trasmissione-documentario "Kings Of Crime", una serie televisiva in cui Saviano ci racconta la vita dei Boss camorristi.


 Saviano sale in cattedra

Ora, chiediamoci  a chi giova una certa sovraesposizione mediatica di alcuni intellettuali nostrani e sopratutto quali possono essere le conseguenze sugli ignari lettori/telespettatori quando i suddetti intellettuali, finita la lezione di "criminologia", si occupano di tematiche a sfondo sociopolitico.


PS: ho dei parenti che vivono in Germania da più di quarant'anni e gestiscono una loro attività, hanno il permesso di soggiorno permanente. Trent'anni fa i funzionari Tedeschi gli hanno chiesto se volevano acquisire la cittadinanza Germanica. 
Domanda: "che vantaggi ci sono?"
Risposta: "nessuno"

Vivono tutt'oggi felicemente con la cittadinanza Italiana.




 



domenica 17 settembre 2017

MISS ITALIA... :D








Barbara D'Urso offende la terza classificata Samira Lui: "Tu di dove sei? Ah, sei Italiana..."







sabato 16 settembre 2017

Mobilità elettrica - R.I.P. fun??



 
Cartolina e mollette tra i raggi...




Dicono che prima o poi la benzina finirà e i motori elettrici saranno il futuro, allo stato attuale però le problematiche di questo genere di veicoli rimangono all'incirca sempre le stesse. 

L'aspetto ecologico. L'elettrico al momento non è in grado di sviluppare gli stessi Joule della benzina e, inoltre, l'elettricità ancora si genera con centrali a gasolio, gas, carbone e nucleari. L'inquinamento è solo spostato altrove ma la terra è rotonda. L'elettrico, per essere relativamente ecologico, deve essere alimentato da centrali solari, eoliche e idroelettriche. Centrali la cui costruzione e manutenzione è comunque inquinante e brucia petrolio. Le batterie, oltre allo scoglio non trascurabile dello smaltimento, al momento sono ancora inefficienti, ci sono problemi coi tempi di ricarica e il decadimento prestazionale. Lo sviluppo comunque prosegue e qualcosa si sta muovendo. 

Tra i vantaggi dell'elettrica metto principalmente la maggiore compattezza e minore "complessità meccanica". Meno orpelli a giro: impianto di scarico, radiatori e tubazioni, probabile assenza del cambio... tutto questo si traduce in una manutenzione ridotta (niente più "tagliandi" con cambio olio, candele, ecc.) e controllo del motore potenzialmente totale. Ciò non è sinonimo di minore complessità tecnica e tecnologica ma, di fatto, un'integrazione in una scheda elettronica e in un motore di tutto ciò che ho elencato, comporta due aspetti, uno negativo ed uno positivo (come tutta l'elettronica integrata): se non funziona butti via l'intero pezzo, ma finché funziona lo fa in maniera molto affidabile, priva di usura e manutenzione ed in modo irraggiungibile alla meccanica. Ed è di certo più compatto, quindi sulla carta più leggero (peccato che poi tutto venga vanificato dal peso delle batterie). 

Al momento la moto elettrica di serie più interessante che ho visto è la Zero. I dati tecnici ( qui la scheda) parlano di autonomie che vanno dai 259 ai 325 km, distanze interessanti ma bisogna valutare come ci si arriva (ovvero non di certo erogando la potenza "full power" ma andando in economia..). La potenza poi sembra modesta: vengono dichiarati 69 Cv ma per soli 3 minuti (!), mentre la potenza realmente utilizzabile "in continuo" è di 30 Cv, un po' pochini se si considera anche la mole (i pesi vanno da 188 a 208 Kg , in base all'autonomia scelta). Prezzi non proprio popolari: dai 18.750 a 21.800 euri. Un bagno di sangue. A listino ci sono anche modelli più economici ma prestazioni e autonomie calano ulteriormente.



 

In conclusione, i motociclisti della mia generazione, quelli cresciuti a pane e benzina a 100 ottani, non fanno salti di gioia all'idea di dover guidare un aggeggio a propulsione elettrica su due ruote.  
Queste moto del futuro non ci emozionano. Per noi la moto significa ancora percepire le vibrazioni e sentire un bel rombo appagante che ci permea completamente. La moto elettrica muove il corpo, il motore a scoppio muove l'anima. Se l'alternativa sarà appendere il casco al chiodo forse proveremo ad adeguarci, altrimenti ci estingueremo come i dinosauri insieme all'ultima goccia di benzina rimasta.