mercoledì 25 maggio 2016

"Più le fai salire in zona rossa, più hanno bisogno di un altro rapporto"







Decidere di trasportare una donna che candidamente ammette di non essere mai salita su una moto è sempre una roulette russa.

"Non sai mai quello che ti capita", diceva quello la.

Puoi trovare quella che piange e ti mena dopo duecento metri dalla partenza perchè si sente in balia di forze oscure gravitazionali o della curvatura dello spaziotempo, come  puoi trovare quella che ti mette davanti al naso il suo polso destro e mima l'apertura a fine corsa del gas.

Nel primo caso, la ragazza è rimasta talmente scioccata dall'esperienza che in seguito ha deciso di prendere la patente A e si è comprata una moto tutta sua, e adesso scorrazza felice e contenta come una passera bagnata da una pioggia primaverile, non si riesce a staccarla dal suo ferro nemmeno con una raffica di AK 47.

Nel secondo caso, la ragazza è finita a vivere in Versilia e adesso fa la concubina per un industrialotto che ha ereditato l'impero di famiglia. Per rendere un'idea della soggetta, piu' o meno la sua espressione tipica era sempre questa



cioè tanto figa quanto boriosa e stronza. La tipica "tanti versi e niente arrosto", che merita solo di essere scopata, schiaffeggiata e fanculizzata (possibilmente in questo ordine, altrimenti non è diverte).

Vabbè, lasciamo perdere, son già stanco. Non so voi ma io domattina vorrei svegliarmi con una bella pioggia e godermela fino a mezzogiorno stando sotto le lenzuola.
 






          




sabato 7 maggio 2016

La teta y la cacarella



 Nessun gatto è stato maltrattato durante la produzione di questo post




E' stato un periodo cupo.

Ho avuto dei casini con dei personaggi turpissimi, dei soggetti pericolosi che usano le armi della burocrazia per metterti alle strette, con le spalle appiccicate al muro.

Non è che si dorme tranquilli quando la prospettiva è andare per le infinite vie legali, finire in un gorgo di avvocati, faldoni alti due spanne, aule di tribunali, con il costante timore di farsi azzerare il conto in banca e vedersi portare via ogni cosa.

Ho avuto paura, ci sono stati momenti in cui la cacarella ha superato il livello di guardia, da Imodium costante per endovena.

Mi sono sentito abbandonato, solo e fottutamente fragile.

Ogni giorno poteva essere l'ultimo, e quindi lo vivevo come tale. In attesa della fine.

Avevo bisogno di non pensare, e tu eri l'unica cosa che riusciva a scacciare i miei cattivi pensieri e le preoccupazioni.

Avevo bisogno di incontrarti, baciarti dolcemente sul collo e palparti le tette.










"Come sei romantico..."


E mentre lo dici ti guardi attorno, con quell'aria distratta di chi non gliene può fregare un cazzo.  

Almeno dammi un abbraccio, porca troia. 

Ma tu rimani fredda, cinica e distante. Vuoi solo farti scopare come un oggetto, perchè è così che ti vuoi sentire quando vuoi godere, sola nel tuo orgasmo. 
  
Mantieni il tuo distacco e hai ragione da vendere.


Bello fare gli spacconi quando tutto fila liscio, gli ingranaggi sono ben oliati, sei libero e ti senti forte. 

Procedi spedito come un treno, incurante di chi ti circonda. 

Incurante di te che ci sei sempre e non ti lamenti mai, neanche quando mi dimentico di chiederti scusa.



Poi... la maledetta ruota gira. Gira e rigira fino al giorno in cui la merda della cacarella sale fino al collo. 

E sento il bisogno di un paio di tette sulle quali piangere. 


Dolce la vita... ma non a questo giro