lunedì 6 febbraio 2017

Imparate un mestiere, bastardi


 



Il personaggio è colorito ma il messaggio è giusto.

A volte mi domando come mai quando ho terminato io gli studi (ormai parliamo di ventidue anni fà) c'erano più ragazzi che si dedicavano a imparare un mestiere. Oggi puntano tutti al posto di prestigio, da manager o sa il cavolo. Va bene che ognuno ha le proprie aspirazioni ma bisogna anche essere realisti e valutare bene le opportunità che offre il mondo del lavoro, che siano quì in Italia (ormai poche) piuttosto che altrove. 

Io ad esempio non mi sono mai pentito della scelta che ho fatto. All'epoca mi davano tutti contro dicendo che arrivato a quarant'anni mi sarei ricreduto ma così non è stato. Oggi bene o male non mi manca niente e col mestiere che faccio non ho mai risentito della crisi. Adesso i tempi sono decisamente cambiati però, ancora, non riesco a capire perchè ci sia tutta questa carenza di persone, questo disinteresse totale verso certi tipi di lavori. Mestieri che a volte non sono soltanto duri e stressanti ma anche ricchi di soddisfazioni.

Vabbè, prossimo post parlo di gnagna che è meglio.



9 commenti:

  1. Populista che non sei altro!

    Il lavoro è solo quello nel fabbricone o nell'ufficio, preferibilmente alle dipendenze dello Stato. Tutto il resto è brutto, sporco e cattivo.

    Poi scusa ma i cinque o sei milioni di stranieri che abbiamo importato, i famosi "lavori che gli Italiani non vogliono fare", glieli vuoi togliere? Oltre che populista sei anche xenofobo.

    Se poi domandi al compagno D'Alema, i soldi che hai in tasca non sono tuoi, non te li sei guadagnati. Sono soldi che o hai rubato oppure ti sono stati dati dallo Stato. Si hai capito, se non te li tolgono con le imposte è come se te li avessero dati.

    Ma non ti preoccupare, siamo ad un passo dalla bancarotta, ad un certo punto vedrai che la gente raccoglierà la legna e il radicchio nei giardini.

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    1. Populista, xenofobo e anche moderatamente sessista (che le donne devono essere libere di darla un po' a tutti, eh... XD).

      Gli africani o mediorientali che sbarcano in Italia non hanno una visione del lavoro paragonabile alla nostra, sono al livello di un quattordicenne. Non hanno competenze ma sopratutto non sanno pensare, bisogna dirgli costantemente cosa devono fare altrimenti stanno lì fermi, non hanno iniziative. Molte aziende nostrane non hanno bisogno di uno che scopi per terra o sposti un bancale da A a B, hanno bisogno di gente qualificata e con una mente logica. Una delle conseguenze di questa situazione è che si continuano a vedere i neopensionati che vanno avanti a lavorare oppure fanno consulenza alle aziende che altrimenti non saprebbero dove sbattere la testa. Oltre a questo aggiungiamo che tanti Italiani, forti delle loro professionalità, si sono rotti il cazzo e sono migrati in altri paesi.

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  2. Purtroppo su questo problema del "disprezzo" dei lavori manuali, tecnici, si innestano vari problemi.
    Oggi, a Rai Radio3, in cui intervenivano gli ascoltatori, uno di essi ha fatto presenze che la Germania con la disoccupazione al 4% ha, nella formazione professionale uno dei suoi punti forti emntre in Italia passano, anche degli 'gnorantibbestia (forse passati col "sei politico" alle superiori) all'università per cretini, inetti e strafottenti con pezzo di carta.

    Purtroppo in Italia e in parte di essa, c'è una visione ellenistica che disprezza il lavoro con le mani che, come dice anche la parola, porta ai ai maestri alle maestranze, artigiani.

    Inoltre, l'urbanismo sempre più spinto, artificializza le persone: micro case non hanno più posto per un bancone officina, l'USA&getta non porta a riparare, a saper usare un attrezzo, i ragazzi vengono virtualizzati.
    Il problema non è solo nell'uso delle mani per un mestiere: la maggior parte delle persone, oltre a non saper capire un semplice testo, non riesce neppure a consultare una semplice carta stradale per capire come andare in quella via o in quel paese della provincia.

    Infine, come osserva Lorenzo, le castalie marxistoidi, sì global lavorano incessantemente ad apologizzare un certo mondo di cretini ugualizzati al peggio.
    In realtà, come osservava Hermann Hesse, proprio ne Il gioco delle perle di vetro, il problema della intellettualizzazione che diventa una sorta e di demenza e di parassitismo dell'alto verso il basso, è sempre stato presente. Ora però non viene percepito come tale ma viene addirittura apologizzato. Il mondo è diventato pigiare una certa icona sul visore del furbofono e tutto succede, tutto è bello, tutto è smart, è tutto più wow.

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    1. Riallacciandomi alla mia risposta a Lorenzo, la Germania non solo ha intrapreso una politica di formazione tecnica e professionale ma si sta accaparrando anche tanta manodopera specializzata italiana, molte persone che qui o sono rimasti a piedi causa crisi economica o si sono stufati di vivere in un paese che li impoverisce giorno dopo giorno e dove tutto funziona a culo indietro.

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  3. Grazie per la testimonianza, Mark. E' importante!

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  4. Aggiungo: tanti mestieri vengono etichettati come "umili", alcuni addirittura "degradanti". Eppure, si ragioni... se non esistessero i lavacessi, quanti snob vivrebbero letteralmente nella merda? Volendola vedere da un punto di vista meno estremo, se non esistessero i lavacessi, quanti prestigiosissimi ingegneri dovrebbero interrompere la propria lucrosa attività per darci giù di ramazza, anticalcare e disinfettante? Sarebbe appena il caso di rimettere in discussione la redditività reale dei lavori umili?

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  5. Comunque sa noi è passata l'idea che devono fare tutti il liceo scientifico, percorso di istruzione che è stato declinato in vari modi "sperimentali" per adattarlo anche a quelli che avrebbero dovuto studiare altro.
    Meglio dire "mio figlio è laureato in legge" che "mio figlio è falegname"....che idiozia!

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    1. Una laurea và bene per se stessi, per una propria cultura personale (sapere aude) ma per riuscire nella vita lavorativa non basta, devi avere anche una scatola cranica con all'interno un organo cerebrale. Una volta posseduto un cervello puoi tranquillamente scegliere di laurearti o brevettare pensieri che hai intellettualizzato a scopo di lucro o anche solo a fini meramente ludici. Perchè se vali poco un foglio di carta serve a niente. Tanti sono dei padri eterni sui libri ma sul campo valgono zero.

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